Seth Godin ha scritto un post sul suo blog intitolato The Long Tail and the Dip cercando di fare chiarezza sull’interpretazione della teoria della Long Tail di Chris Anderson.

Seth Godin ha analizzato la curva della Long Tail, dalla testa scendendo lungo la Coda infinita – individuando tre diversi segmenti in cui possibile suddividere la Lunga Coda. I tre segmenti individuati rappresentano tre diversi posizionamenti nel mercato (dell’intrattenimento e di qualsiasi tipo, dato che ogni tipo di mercato ha la sua Coda Lunga) ai quali è possibile mirare quando si concepisce un’opera (o prodotto o servizio) e la si va a comunicare e distribuire.
I tre segmenti, a detta di Seth Godin, individuano, quindi, tre diversi segmenti di mercato, così dettagliati:
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1. Testa della Coda: è il mercato delle hits, così come lo conosciamo e lo abbiamo sempre conosciuto;
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2. Tra la Testa e la Coda: è il mercato delle nicchie più produttive e profittevoli;
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3. La Coda Lunga: è la parte della curva dove non si trovano più i creatori di opere, servizi e prodotti, ma dove si muovono gli aggregatori delle opere presenti nei due segmenti precedenti. Questa è la parte meno profittevole della coda perché si basa su micro pagamenti e micro profitti.
Analizzando i Tre segmenti della Coda Lunga con Seth Godin
1. Testa della Coda: Creatori e mercato di massa
Seth Godin afferma che la Testa della Coda – ovvero nel mercato delle hits così come lo conosciamo oggi e lo abbiamo sempre conosciuto – è abitata dai Creatori di hit e best seller in generale.
Questo segmento è il più profittevole e redditizio di tutta la Coda ovvero quello che può portare sicuramente i maggiori profitti al Creatore proprio perché si tratta del vecchio e solito mercato di massa. Nel mercato di massa esistono persone che ascoltano, leggono o vedono un brano musicale, un libro o un DVD solo una volta al mese o, addirittura, all’anno ovvero ascoltano, leggono o vedono solo la hit, il best seller o best movie più in voga e pubblicizzato del momento.
Essere presenti in questo segmento della Coda, ovvero in Testa, è molto dispendioso proprio perché bisogno andare a competere con tutto il mercato di massa e quindi bisogna spendere moltissimi soldi in comunicazione sui media, nuovi e tradizionali, per essere visibili; bisogna spendere tantissimi soldi in promozioni e distribuzione per essere presenti e visibili sugli scaffali di tutti i più grandi store e rivenditori del genere (dalla statunitense WalMart alla francese FNAC all’italianissima Feltrinelli per intenderci).
In conclusione, la Testa della Coda ovvero il mercato di massa delle hit, porta soldi e profitto, ma bisogna averne molti di più in partenza da investirne per poter avere un minimo di visibilità e ritorno, sia d’immagine che economico.
La soglia minima di investimento per entrare nella Testa della Long Tail dei Creatori è molto alta.
2. Tra la Testa e la Coda: Creatori e nicchie di mercato (ricche e profittevoli)
Il secondo segmento della Long Tail analizzato da Seth Godin è quello delle nicchie di mercato molto redditizie e profittevoli e dove è possibile generare dei forti guadagni a parità di un minore investimento iniziale (in termini di costi) per i Creatori di opere, prodotti, beni e servizi.
Questo segmento centrale si differenzia della Testa della Coda perché non si immedesima col mercato di massa ovvero con quel segmento di mercato un cui vivono le hit e i best seller, ma rappresenta una dimensione in cui è possibile comunque eccellere per le proprio peculiarità rivolgendosi ad un pubblico minore, ma disposto a spendere.
Anzi, per definizione, in questo segmento si trova un pubblico più affezionato – o capace di affezionarsi – a particolari opere, prodotti, beni e servizi e disposto a spendere anche più di quanto sia disposto a spendere per acquistare un prodotto di massa.
I Creatori di un’opera, quindi, devono avere ben in mente a quale segmento intendono rivolgersi quando metteno in circolazione una loro opera.
Il vantaggio economico offerto da questo secondo segmento situato nel mezzo, tra la Testa e la Coda, è il fatto di poter portare buoni e ottimi profitti con una soglia di accesso (in termini di sforzi economici, di comunicazione, visibilità ed esposizione mediatica) ben inferiori rispetto alla Testa della Coda ovvero al mercato di massa dedicato ad hit e best seller.
Chi vive e vuole vivere in questo segmento, per emergere e generare profitto, deve eccellere in qualcosa e ad andare ad ingaggiare direttamente quelle persone maggiormente – e naturalmente – interessate alle sue opere.
3. La Coda Lunga: Aggregatori e (non)mercato delle nicchie
Il terzo e ultimo segmento della Long Tail individuato e analizzato da Seth Godin è quello abitato e nutrito dagli Aggregatori.
Seth Godin afferma che in questa parte della Coda Lunga non vi sia un vera e propria creazione e/ produzione di opere, prodotti, beni e servizi ma che l’attività principale sia quella di aggregare le opere prodotte nei due segmenti precedenti ovvero nella Testa e nel Centro della Coda.
Questo segmento, dunque, risulta quasi per nulla redditizio là dove gli unici guadagni in cui si può sperare sono dei microprofitti generati da micropagamenti.
In questa parte della Long Tail non esiste, dunque, un mercato vero e proprio e non è indicato per nessun Creatore focalizzarsi su questo segmento. Anzi, portando all’estremo tale ragionamento, potremmo addirittura affermante che questo segmento della Coda toglie, in qualche modo, margine di profitto alle attività svolte nel mercato di massa e nelle nicchie di mercato.
Gli Aggregatori svolgono solo la funzione di aggregare le opere create nei due segmenti iniziale e centrale senza apportare nulla di nuovo al resto della Coda.
Per Seth Godin non c’è Creatività nel terzo segmento della Coda Lunga, almeno non analizzandola dal punto di vista del margine di profitto auspicabile per chi investe mezzi, risorse e denaro per creare, diffondere, comunicare e distribuire una proprio opera (dalla musica, ai libri, ai film, ai software, etc.).
Scodinzolando la Lunga Coda dell’Amore: la Visione di Kevin Kelly
Kevin Kelly, nel post Wagging The Long Tail of Love pubblicato nel suo The Technium, ha, a sua volta, analizzato e recendito il post di Seth Godin sulla Long Tail.
Nelle parole di Kevin Kelly, Seth Godin ha contribuito ancora una volta a far luce sul fenomeno della Long Tail ovviando alla naturale confusione che si può generare nell’analisi delle sue dinamiche.
Kevin Kelly concorda con Seth Godin sulla suddivisione dei tre segmenti della Coda Lunga e sulla relativa appartenenza di essi rispettivamente dei Creatori per il primo e il secondo e degli Aggregatori per il terzo.
Anche Kevin Kelly afferma che il terzo segmento della Long Tail, abitato dagli Aggregatori rappresenta un landa desolata per i profitti dei Creatori – in quanto gli Aggregatori, per definizione, non sono Creatori –, e individua il segmento più profittevole di guadagni in quello centrale in quanto può portare grandi margini di profitto con un consistentemente minore dispendio di energie (mezzi, risorse e investimeti economici) rispetto alla Testa della Coda ovvero al mercato di massa delle hit e dei best seller.
Tuttavia, Kevin Kelly – a differenza di Seth Godin – opera un distinzione nell’analisi dei tre segmnenti o meglio nel punto di vista da adottare in tale analisi.
A detta di Kevin Kelly è innaturale analizzare tutta la Coda Lunga dallo stesso punto di vista ovvero quello del profitto economico, in quanto tutti e tre i segmenti che la compongono possono generare e riportare profitti ai Creatori di opere, beni, prodotti e servizi ma in maniera differente.
La dimensione dei primi due segmenti, quello del mercato di massa e quello delle nicchie di mercato è quella del profitto in termine di denaro.
Mentre, la dimensione del terzo segmento è quella delll’Amore della connessione, del dono, dell’apprendimento, della produzione, della collaborazione e della condivisione.
Innanzitutto, bisogna precisare che gli Aggregatori lavorano sempre – e generano ritorno – per gli stessi Creatori in quanto gli aprono un mercato altrimenti inesistente. Comunque la si intenda, essere presenti anche per soli cento utenti all’interno del terzo segmento vuol dire riportare al Creatore una piccolissima nicchia che prima di allora (ovvero di quei cento utenti) non esisteva per nulla.
Dal punto di vista economico è assolutamente vero e fuor d’ogni dubbio che nutrire un mercato composto di sole cento persone non è profittevole né conveniente per nessun Creatore, ma è del tutto e solo anti-economico. Più la Coda si espande e diventa Lunga, più è difficile guadagnare a fronte di un innumerevole numero di nicchie e concorrenti presenti, per il semplice fatto che è più difficile guadagnarsi e tener desta l’attenzione degli utenti.
D’altra parte rimane sempre vero il fatto che una forte dose di creatività e competenza in termini di comunicazione e aggregazione (di utenti) può potenzialmente portare qualsiasi opera, bene, prodotto e servizio a risalire la Coda Lunga verso il segmento centrale (e cominciare a generare profitto in termini di denaro).
Allo stesso tempo, però, se si valuta questa piccola nicchia di cento persone con altri valori che non siano quello del profitto in termini di denaro, ci si accorgerà che anche le piccole nicchie del terzo segmento riportano valore al Creatore.
La questione fondamentale è, dunque, intendere la Coda Lunda degli Aggregatori non in termini di denaro ma di Amore per la Creazione, per la produzione, per la connessione sociale, per la passione irrazionale, per il distinguersi facendo la differenza, per piacere di dare l’esempio anziché seguirlo, per il fare qualcosa che ci faccia stare bene e ci renda felici.
Riportando le parole dello stesso Kevin Kelly:
“In other words, Squidoo and Amazon and Netflix make the profitable long tail very happy. But happy long tail does not make happy creator. […] It is important to know which tail we are wagging.”
Jah Bless You.






